Come alcuni sanno soffro almeno dal 2010 di una malattia piuttosto ostica da gestire, la ME/CFS (con ipersonnia idiopatica, che però all’epoca non mi era stata diagnosticata, mentre avevo già subito due interventi chirurgici in anestesia generale per le apnee ostruttive nel sonno, uvulopalatoplastica con tonsillectomia e setto nasale, senza ottenere alcun miglioramento).

Anni di sana alimentazione, esercizio fisico (per quanto possibile), integratori, ecc. non hanno mai sortito alcun risultato, come pure i numerosi farmaci prescritti in centri pubblici specializzati, neurologi, endocrinologi, ecc.
Un bel giorno del 2014, un pomeriggio, mi chiamò una amica di Pisa che sapeva della mia situazione nel dettaglio.
Mi disse: “tu devi assolutamente provare il provigil, tu che hai questa cfs con questo sonno tremendo.”
Io :” ma ho provato di tutto, è indicato solo per la narcolessia….”
Lei mi disse : “Parlane con il tuo neurologo! Tu devi provarlo! Devi!” . Mi parlava con quella convinzione tipica delle persone incavolate che ci tengono davvero e ti trasmettono l’obbligo morale almeno di provarci . La mia fortuna è che il mio neurologo che mi seguiva in quel periodo è esperto in sclerosi multipla, e proprio per la fatica neurologica nella sclerosi multipla viene impiegato con successo, in un sottogruppo di pazienti, il provigil.
Me lo prescrisse dopo una serie di accertamenti, a pagamento ed a mio carico. Lo presi senza alcuna convinzione. Dopo il lavoro, quel giorno, per la prima volta , andai a trovare i miei a casa (di solito crollavo a letto alle 15 dopo aver dormito nove ore la notte ed essermi svegliato alle 7 del mattino, parliamo del 2014, stavo meglio di ora). Quando arrivai a casa dei miei, mia madre mi disse: “Vedo che ti si è sgonfiata la faccia ” (sì, quando mi viene sonno mi si gonfia il viso), hai fatto il riposino!”. Ed io :” No mamma non ho fatto il riposino, è il nuovo farmaco“. Mi misi a piangere di gioia e lei con me. Il giorno dopo, però, il provigil a me non funzionava già più, per un motivo che ancora nessuno sa.
La mia amica si chiama Luciana e così, ogni giorno in cui prendo il Provigil, e la mia vita, almeno dalle 8 alle 20 torna quasi ad essere normale, è “Il giorno di Luciana”. Ci sono persone che ti cambiano la vita con la loro tenacia ed il loro modo di essere, e sarò loro sempre grato.